|
Venezuela: l’università arriva a
Cocorote
Attilio Folliero
*
Cocorote?
Sono in Venezuela da circa sei anni e non mi era mai capitato di ascoltare
questo nome. È una delle 1.134 parroquias del Venezuela. Prima di
proseguire, per facilitare la comprensione è bene soffermarsi a spiegare
brevemente la suddivisione amministrativa di questo paese, che in un
prossimo articolo sarà oggetto di una approfondita analisi in relazione
alla riforma costituzionale, che introduce un concetto di geografia umana
totalmente nuovo, concetto che dovrà necessariamente essere ripreso
anche dagli altri stati del mondo, per il bene dell’umanità.
1 – Suddivisione amministrativa del Venezuela
Il Venezuela
è diviso amministrativamente in 24 regioni, che prendono il nome di
Estado, tra i quali vi è il Distrito Capital; a queste 24 regioni
andrebbe aggiunta una venticinquesima, denominata Dependencias
Federales, ossia il terriorio costituito dalle isole che
amministrativamente non sono autonome, ma come dice il nome sono territori
dipendenti direttamente dallo stato centrale. Ogni regione è divisa in
Municipios, equivalente alla nostra provincia. In totale i Municipi
sono 336 e sono suddicvisi amministrativamente in parroquias, che
sono di fatto i nostri Comuni. Le parrocchie, i Comuni sono in
totale 1.114. Infine, la parroquia può essere divisa in jefaturas,
che equivalgono alle nostre circoscrizioni o municipi, come si chiamano a
Roma le circoscrizioni. Come in Italia, dove solo i Comuni con popolazione
superiore a 50.000 abitanti possono istituire le circoscrizioni, così in
Venezuela solo le grandi parrocchie possono suddividersi in jefaturas.
2 – Cocorote
Precisato
ciò, diciamo subito che Cocorote è una piccola provincia della regione
Yaracuy, che prende il nome dell’omonima citta capolugo. Il comune di
Cocorote è stato citato da Chávez, perchè sarà sede di una delle nuove 58
università previste dall’ultima missione lanciata dal governo e denominata
Alma Mater.
Dopo aver
ascoltato il nome di questo comune a me del tutto sconosciuto, cosi come
pure ad altri venezolani (ho appurato ciò attraverso una piccola
inchiesta, senza alcuna valenza scientifica, nell’ambito delle mie
conoscenze) sono entrato prontamente in Internet per cercare informazioni.
Ebbene, Cocorote è una provincia (utilizzo la terminologia italiana, per
essere compreso più facilmente) di recente costituzione che prende il nome
dall’omonimo comune capoluogo. Ovviamente sulla scarsa conoscenza di
questo luogo, accanto alla dimensione estremamente piccola e la lontanza
da qualsasi centro di influenza incide anche il fatto che sia stata
costituita recentemente. La provincia di Cocorote, nella regione Yaracuy è
infatti nata dalla separazione con la provincia di San Felipe ed ha
solamente 135 chilometri quadrati e 35.668 abitanti (dati del censimento
venezuelano del 2001) e pertanto rappresenta una provincia piccola. La
presenza italiana è alquanto scarsa in questa parte del Venezuela:
all’ultimo censimento erano censiti solo 16 italiani. Oggi gli abitanti
sono saliti a circa 45.000 abitanti, ma rimane pur sempre una piccola
provincia.
Hugo Chávez
ha citato il nome di questa provincia in relazione al lancio di questa
nuova Missione Alma Mater, che ha per obiettivo il
miglioramento della qualità dell’educazione universitaria e la possibilità
per tutti i venezuelani (e non solo) di accedere concretamente
all’educazione universitaria. Infatti, questa missione prevede la
costruzione di 58 nuove università in ogni parte del paese, anche in
quelle zone scarsamente popolate e praticamente sconosciute, qual’è il
caso di Cocorote.
|
Estado Yaracuy

|
|
Municipios Estado Yaracuy:
(1) Municipio Arístides Bastidas; (2) Municipio bolívar; (3)
Municipio Bruzual; (4) Municipio Cocorote; (5) Municipio
Independencia; (6) Municipio José Antonio Páez; (7) Municipio La
Trinidad; (8) Municipio Manuel Monge; (9) Municipio Nirgua; (10)
Municipio Peña; (11) Municipio San Felipe; (12) Municipio Sucre;
(13) Municipio Urachiche; (14) Municipio Veroes |
3 – Le missioni in Venezuela
Ricordiamo
che le missioni sono nate come strumento per interventi
straordinari, per affronte e risolvere problemi sociali urgenti, che se
avessero seguito le normali procedure burocratiche, nell’ambito delle
azioni dei rispettivi ministeri competenti, avrebbero necessitato di molto
tempo e sicuramente non avrebbe raggiunto l’obiettivo. Con la riforma
costituionale in discussione, se approvata, le missioni assumeranno rango
costituzionale e da interventi straordinari e momentanei diventeranno
strumenti permanenti dello stato, sia pure inquadrati nei rispettivi
settori dell’amministrazione pubblica (ministeri). In sostanza assumendo
il rango costituzionale, se cambia il Governo questi strumenti sociali non
potranno essere smantellati, a meno che non si modifichi la costituzione.
Tra le
missioni più famose, ricordiamo:
-
nel campo della sanità, Barrio Adentro nata per
garantire l’accesso alla sanità a tutti i venezuelani, indipendentemente
dal proprio ceto sociale; tra l’altro, grazie a questa missione tutte le
famiglie hanno la possibilità di accedere ad un medico di base,
l’equivalente del nostro medico di famiglia; la Mission Milagro,
che ha permesso alle persone più umili di poter essere operate alla vista;
anteriormente erano moltissimi i venezuelani che non venivano operati per
esempio di semplice cataratta, per mancaznza di possibilità economiche ed
erano quindi condannate alla cecità; tale missione, come molte altre, è
aperta non solo ai cittadini venezuelani, ma anche ai cittadini poveri di
altri paesi latinomericani ed e´del tutto gratuita;
-
nel campo dell’educazione: la Mision Robisnon, con
cui è stato affrontato e sradicato l’analfabetismo; la Mision Ribas
e la Mision Sucre sono nate per permettere l’accesso alla scuola
superiore ed all’università, a tutti gli studenti che in passato erano
esclusi dall’acceso agli studi superiori;
-
per affrontare il problema della povertà e la
sottoalimentazione furono create le case di alimentazione e
soprattutto la Mision Mercal, per la distribuzione di
beni alimentari di prima necessità a prezzi controllati.
Per un quadro
completo delle missioni,
vedasi la sezione dedicata a questo argomento.
4 - Mision Alma Mater
Alma Mater
ha dunque per obiettivo l’accesso all’università per tutti i venezuelani,
senza doversi muovere dalla propria zona di residenza. È prevista la
costruzione di 58 nuovi istituti universitari in 5 anni, da qui al
2012. Anche questa missione prevede la solidarietà internazionale: tra i
58 nuovi istituti universitari c’è l’Università del Sud, cui
potranno accedere i giovani di altri paesi dell’America Latina, per
esempio del Perù o del Messico, dove i locali governi liberali non hanno
piani di sviluppo dell’educazione universitaria per tutti.
Ogni università sarà dotata di tutti i servizi
indispensabili, comprese mense, residenze universitarie e struttore
sportivo-ricreative. Emblematico di questa missione è l’enorme spazio
dell’ippodromo di Caracas: 60 ettari adibiti solamente alle corse dei
cavalli e che adesso saranno utilizzati per costruire una grande struttura
universitaria nella periferia di Caracas, in una zona in forte sviluppo,
servita dal metro e dalla nuovissima stazione ferroviaria centrale.
Accanto a questi 58 nuovi istituti universitari, la
missione prevede lo sviluppo ed il miglioramento delle aldee
universitarie, che già oggi ascendono a 1.435 in ogni parte del paese.
Le aldee universitarie di fatto sono dei corsi universitari istituiti
senza costruire università, ma utilizzando strutture esistenti, come
scuole e licei, dove i corsi saranno svolti in orari serali e comunque
senza compromettere la normale attività scolastica.
La missione Alma Mater non si limita alla
costruzione di nuove univesrità, ma rappresenta un approccio completamente
diverso verso l’accesso all’educazione universitaria. Ogni Venezuelano che
si diploma avrà un posto garantito all’università. Ed è prevista anche la
totale eliminazione delle prove d’ingresso, degli esami d’accesso e di
tutti gli inutili sbarramenti, che trovano giustificazione solamente nella
necessità di assicurare l’ingresso ai privilegiati quando l’accesso
all’università è limitato e non
è
garantito a tutti. Quando i posti sono limitati è
necessario selezionare ed introdurre esami d’accesso, che hanno
sostanzialemnte non la finalità di selezionare i migliori (come si
affannano a giustificare i paladini delle politiche neo-liberali), ma
garantire l’accesso ai privilegiati.
Grazie a questa missione, l’educazione superiore ed
universitaria non è più vista come uno strumento per il raggiungimento di
uno status sociale, per ascendere nella scala sociale. L’individuo deve
potersi superare, crescere individualmente per poter far crescere la
collettività. In sostanza la crescita dell’individuo rappresenta la
crescita di tutta la collettività, ossia la sua crescita apporta
benefici a tutti, a tutta l’umanità.
5 – La Concentrazione della popolazione ed accenni alla geografia umana
Con questo strumento, l’educazione universitaria di
qualità e gratuita arriverà concretamente in ogni rincone del paese, a
tutta la popolazione venezuelana, anche a quella che vive nelle zone più
sperdute e spopolate dell’immenso terriorio venezuelano, grande tre volte
l’italia, ma con una popolazione che è meno della metà e soprattutto
fortemente concentrata (Tabella
1). Uno dei grandi problemi del Venezuela è proprio la forte
concentrazione e lo spopolamento della maggior parte del territorio.
Facendo un confronto con l’Italia, scopriamo che la popolazione
concentrata nelle 13 principali città è il 15,97% in Italia ed il 37,30%
in Venezuela. I dati riguardano i rispettivi censimenti del 2001 e
sicuramente il fenomeno si è accentuato in Venezuela in questi ultimi
anni.
In una economia capitalistica, i servizi (dagli
ospedali, alle università, alle scuole superiori, alle biblioteche, ai
grandi uffici pubblici, ecc.) sono fortemente concentrati nelle zone ad
alta densità; con la scusa che non sarebbe redditizio investire in zone
scarsamente popolate, di fatto si discrimina questa parte di popolazione,
la quale di fronte alla mancanza di opportunità e la necessità di accedere
a deterimanti servizi, reagisce spostandosi anch’essa verso i grandi
centri urbani, aggravando la situazione delle grandi città del mondo che
stanno letteralmente scoppiando.
La nuova geografia umana proposta da Chávez mira a
degongestionare le città, costruendo città a muisura d’uomo (abbiamo già
anticipato che approfondiremo il tema). La politica di Chávez sta pensando
ad assicurare i servizi essenziali direttamente in loco, senza importare
se la zona è scarsamente abitata. Per evitare che i giovani di Cocorote,
che ho adottato come simbolo del riscatto dei piccoli centri, abbandonino
la propria residenza, ad esempio per poter studiare, ecco che lo stato
interviene a costruire in loco una moderna università. Ovviamente i
frutti di questa politica non sono visibili nel breve periodo, ma
sortiranno effetti nel medio e lungo termine.
Tabella 1
Concentrazione della popolazione nelle principali 13 città d’Italia e del
Venezuela.
Dati dei
rispettivi censimenti del 2001.
|
Italia |
Venezuela |
|
Città |
Popolazione Censimneto 2001 |
Città |
Popolazione Censimneto 2001 |
|
Roma |
2.546.804 |
Caracas |
2.762.759 |
|
Milano |
1.256.211 |
Maracaibo |
1.219.927 |
|
Napoli |
1.004.500 |
Barquisimeto |
895.989 |
|
Torino |
865.263 |
Valencia |
742.145 |
|
Palermo |
686.722 |
Ciudad Guayana |
646.541 |
|
Genova |
610.307 |
Maturìn |
404.649 |
|
Bologna |
371.217 |
Maracay |
396.125 |
|
Firenze |
356.118 |
Barcelona |
359.984 |
|
Bari |
316.532 |
Cumana |
304.823 |
|
Catania |
313.110 |
Ciudad Bolivar |
292.833 |
|
Venezia |
271.073 |
Puerto la Cruz |
206.957 |
|
Verona |
253.208 |
Guarenas |
188.135 |
|
Messina |
252.026 |
Los
Teques |
178.702 |
|
13
Grandi Città |
9.103.091 |
13
Grandi Città |
8.599.569 |
|
Totale Italia |
56.995.744 |
Totale Venezuela |
23.054.210 |
|
%
pop. 13 su Totale |
15,97% |
%
pop. 13 su Totale |
37,30% |
È importante precisare che al progetto di aldee
universitarie non sono interessate solo piccole e sperdute città, ma anche
grandi città, come Caracas, dove le aldee sono già attive e dislocate sul
terriorio, al fine di decongestionare le università esistenti e trovare
spazio per i nuovi iscritti.
Viene introdotto, dunque un concetto
completamente nuovo. Fino all’avvento del governo Chávez, le
università esistenti in Venezuela erano pochissime e concentrate nelle
grandi città, con pochissimi posti a disposizione, rispetto alla
popolazione e di fatto riservate solamente alle classi alte. Con l’avvento
di Chávez viene introdotto il principio dell’accesso all’educazione
superiore ed universitaria per tutti e gratuita, attrraverso le varie
missioni e la costruzione dell’università bolivariana.
Con questa nuova missione si fa un notevole passo
avanti per il concreto accesso all’eduzacione superiore: l’università
arriva in ogni rincone del paese, cercando di rispondere anche ai bisogni
formativi del terriorio; nelle varie zone e regioni vengono istituite non
solo università generalistiche (legge, economia, ingegneria, medicina
...), ma specifiche: se la zona è interessata dall’attività petrolifera o
dall’attivtà agricola, o dal tursimo, vengono creati corsi legati a queste
attività.
È così che un cittadino della piccola provincia di
Corocote, che mai prima di Chávez avrebbe sognato di poter accedere
all’educazione universitaria, oggi non solo ha tale possibilità, ma non
dovrà neppure spostarsi per frequentare i corsi, perchè l’unviesrita sarà
costruita sotto casa!
6 – Spesa
pubblica per l’eduacazione in Venezuela
Investire in educazione e particolarmente in
educazione superiore rappresenta la base per assicurare lo sviluppo di un
paese. Il Venezuela è uno stato ricco di risorse; lo è sempre stato, però
i proventi derivanti da queste ricchezze, finendo nelle mani di poche
famiglie oligarchiche, non erano destinati ad investimenti produttivi e
moltiplicatori qual’è l’investimento in educazione, per cui il Venezuela
paese ricco si è trovato nel recente passato (Caracazo,
27/02/1989) a fare i conti con una popolazione che letteralmente
moriva di fame e che come ultima spiaggia per sopravvivere non ha avuto
altra scelta che l’assalto al forno, di manzoniana memoriana o per dirla
con termini non graditi al libersimo, ha dovuto far ricorso all’esproprio
proletario, ossia per poter mangiare non ha avuto altra scelta che
assaltare i negozi, saccheggiare quel poco che c’era da saccheggiare e
molti sono morti sotto i colpi della repressione del ministro della Difesa
o degli Inetrni di turno. Migliai furono i morti del caracazo, forse
diecimila.
Dall’avvento di Chávez, i proventi delle risorse, in
primis quelle petrolifere, sono state investiti in educazione, salute,
alimentazione, sviluppo dell’agricoltura e della produzione in generale.
Qualcuno semplicisticamente attribuisce la bonanza
economica del Venezuela al petrolio ed ai prezzi alti di questo prodotto,
per cui vaticina che allo scendere i prezzi il Venezuela avrà enormi
problemi. Niente di più falso e sbagliato:
-
prima di tutto perchè i prezzi petroliferi difficilmente potranno
scendere; ormai l’umanità deve abiturasi a costi del petrolio che non
potranno più scendere sotto i trenta dollari e meno che meno alla
vergognosa cifra di 7 dollari, quanto costava il petrolio venezuelano
nel momento delll’insediamento di Chávez, nel 1999; anzi è molto
probabibile che ai ritmi della domanda esistente, presto il petrolio
arriverà ai 100 dollari; oggi siamo ad oltre 80 dollari;
-
in secondo luogo il governo sta investendo massicciamente proprio
in educazione ed attività destinate allo sviluppo endogeno, sostenibile
e compatibile con l’ambiente e basato sui prodotti legati al
terriotorio. Prima di Chávez, la spesa pubblica per l’educazione
rappresentava circa il 3% del PIL; con Chávez tale investimento è sempre
stato superiore al 4%, per assestarsi ad oltre il 5% nel 2006 (Tabella
2). Per il 2007 dovrebbe crescere ancora, arrivando al 7%.
Infatti, se prendiamo in considerazione il bilancio preventivo dello
Stato (Tabella
3), la spesa pubblica relativa al ministero dell’Educazione e
Sport, assieme a quella del Ministero dell’Educazione Superiore è del
24%. Praticamente in Venezuela quasi un quarto della spesa pubblica è
investita in educazione.
Tabella 2
Venezuela:
spesa pubblica in Educazione
(%
sul PIL). Anni 1996 -2006.
|
Anno |
Governo |
%
spesa per educazione su PIL |
|
1996 |
Altri |
2,2 |
|
1997 |
3,6 |
|
1998 |
3,4 |
|
1999 |
Governo Chávez |
4,1 |
|
2000 |
4,5 |
|
2001 |
4,8 |
|
2002 |
4,8 |
|
2003 |
4,6 |
|
2004 |
4,9 |
|
2005 |
4,1 |
|
2006 |
5,1 |
Fonte:
SISOV
Tabella 3
Venezuela:
Bilancio Preventivo 2007
(Presupuesto 2007)
|
N |
Sector |
Bolívares |
% |
 Dólares
|
|
1 |
Ministerio del Interior y Justicia |
25.301.157.375.413 |
21,97% |
11.767.980.175 |
|
2 |
Ministerio de Educacion y Deportes |
18.593.636.935.168 |
16,14% |
8.648.203.226 |
|
3 |
Ministerio de Finanzas |
17.472.678.008.588 |
15,17% |
8.126.826.981 |
|
4 |
Ministerio de Educacion Superior |
9.042.393.473.041 |
7,85% |
4.205.764.406 |
|
5 |
Ministerio del Trabajo y Seguridad Social |
8.799.093.500.000 |
7,64% |
4.092.601.628 |
|
6 |
Ministerio de Salud |
6.024.321.650.106 |
5,23% |
2.802.010.070 |
|
7 |
Ministerio de Defensa |
5.517.715.527.112 |
4,79% |
2.566.379.315 |
|
8 |
Ministerio de Planificacion y Desarrollo |
4.557.742.705.338 |
3,96% |
2.119.880.328 |
|
9 |
Ministerio de Infraestructura |
3.282.656.528.316 |
2,85% |
1.526.816.990 |
|
10 |
Tribunal Supremo de Justicia |
2.744.553.575.414 |
2,38% |
1.276.536.547 |
|
11 |
Ministerio para la Vivienda y el hábitat |
1.660.632.200.000 |
1,44% |
772.387.070 |
|
12 |
Ministerio de Agriculturas y Tierras |
1.109.516.729.050 |
0,96% |
516.054.293 |
|
13 |
Rectificaciones al presupuesto |
1.065.420.837.707 |
0,93% |
495.544.576 |
|
14 |
Ministerio de Participación y desarrollo social |
1.051.661.360.000 |
0,91% |
489.144.819 |
|
15 |
Ministerio de Alimentación |
1.046.879.100.000 |
0,91% |
| |